Retroscena ed
Informazioni sul Contesto

La Traviata

Informazione di fondo su La Traviata
La Traviata, Verdi, e Strepponi
Le cortigiane

La vera Violetta: Alexandre Dumas fils e Marie Duplessis

La vita di Marie Duplessis fu breve e, durante gli ultimi anni, brillante. Morì di consunzione alla tenera età di ventitré anni il 3 febbraio 1847, all’apice della sua fama e bellezza. La stampa di Viénot prova quanto il suo fascino avesse toccato una parte della società parigina dell’epoca. Alexande Dumas fils, che trasformò Marie Duplessis in Marguerite Gautier ne La Dame aux Camélias, descrisse le sue apparenze in un’unica frase: “On voyait qu’elle était encore à la virginité du vice” (si vedeva che era ancora alla virginità del vizio).

Dumas omise dal personaggio di Marie l’umilità dei suoi inizi. Il padre, Marin Plessis, era un’alcolizzato incapace di provvedere per la sua famiglia (Marie aggiunse l’aristocratico “Du” all’inizio del cognome per darsi un tono sociale per lei indispensabile). Marin non era in nessuna posizione o condizione mentale per crescere due figlie, Delphine e Rose-Alphonsine (nome di battesimo di Marie). Marie lasciò quindi la Normandia per Parigi all’età di quindici anni.

Marie iniziò la sua vita parigina in povertà ma la sua ascesa sociale fu di una rapidità esilarante. Ebbe molti amanti che la mantennero economicamente. Ma fu all’arrivo di Agénor, Duca di Guiche, che Marie debuttò nella società parigina.

Nonostante Dumas ebbe utilizzato la sua storia con Marie come base per La Dame aux Camélias, per il succo della storia si appropriò del legame tra Marie e Agénor. Quest’ultimo metteva in mostra con fierezza la sua amante in giro per la città ed il padre, il Duca di Guiche, chiese personalmente a Marie di rompere con il figlio per una questione di onore. Infatti, Dumas si appropria delle parole di di Guiche per darle al padre di Armand Duval, per il quale il matrimonio della figlia era geopardato da quest’unione questionabile: “J’ai une fille...jeune, belle, pure comme un ange...Elle épouse l’homme qu’elle aime, elle entre dans une famille honorable qui veut que tout soit honorable dans la mienne” (“Ho una figlia...giovane, bella, pura come un angelo...Sposa un uomo che ama, entra in una famiglia onorabile che chiede che tutto sia onorabile nella mia”). Le parole furono prese alla lettera dal librettista di Verdi nel secondo atto con “Pura siccome un angelo”.

Per fungere nell’alta società, non bastavano le qualità fisiche, è quindi chiaro che Marie possedeva un gusto ed una classe innati. La lista dei libri venduti dopo la sua morte è una prova del suo intelletto acuto e dei suoi interessi vasti. Marie leggeva Lamartine, Hugo, Goethe e Musset (un suo ammiratore). Pare che si arrangiasse anche al pianoforte suonando pezzi da Robert le Diable e Les Huguenots, e Dumas commentò sulla sua interpretazione di Invito al Valzer di Weber. La cosa sorprendente è la velocità con la quale Marie imparò tutte queste cose, poiché arrivò a Parigi probabilmente illitterata.

Il primo incontro di Dumas con Marie è praticamente lo specchio dell’incontro tra Armand e Marguerite. La vide una sera al Palais-Royal e scambiarono degli sguardi. Dejazet, un amico di Dumas, conosceva un amico di Marie e quindi i due furono presentati. Piave utilizzò la scena del ballo nel primo atto per le stesse presentazioni, mentre i due si ammiravano già da lontano: “Un dì felice...Mi balenaste innate,/ E da quel dì tremante/ Vissi d’ignoto amor”.

Non sappiamo quanto tenero ci sia stato tra Marie e Dumas, ma possiamo dedurre che la storia tra Armand Duval e La Dame sia una rappresentazione accurata del loro rapporto, anche perché Dumas non prese molta cura nel nascondersi nel suo personaggio. Quest’ultimo ha infatti le stesse iniziale dello scrittore che furono anche il nomignolo di Marie per Alexandre Dumas era “Adet” o “A.D” (pronunciato in Francese “Adé”).

Il più grosso servizio che Dumas potesse rendere a Marie fu quello di portarla via da Parigi nei mesi estivi del 1845 per risiedere a St. Germain en Laye. Questo periodo ispirò le arie emozionanti del secondo atto de La Traviata come “De’ miei bollenti spiriti” che dovrebbe darci un’idea dei forti sentimenti che Dumas provava per Marie.

In entrambe La Dame aux Camélias et La Traviata, i soldi hanno un ruolo centrale come ragione del termine della relazione, come d’altronde l’infedeltà. Marie tornava spesso a Parigi per incontrare vecchi amanti e amici, di cui Edouard Perrégaux con il quale poi si sposò. Dumas mise fine alla sua relazione con Marie in una breve lettera che anni dopo regalò a Sarah Bernhardt per ringraziarla della sua interpretazione di Marguerite. La lettera è la seguente:
Mia cara Marie – Non sono abbastanza ricco per amarti come lo vorrei, né abbastanza povero per essere amato come lo vorresti tu. Dimentichiamo tutto – tu un nome che ti dovrebbe essere indifferente; io una felicità che è oramai impossibile da vivere. È inutile dirti quanto questo mi renda triste, visto che sai già quanto io ti ami. Allora addio. Possiedi troppo cuore per non capire le ragioni per questa mia lettera, e troppa intelligenza per non perdonarmela. A mille ricordi, A.D.
Marie ritornò a Parigi, come Violetta nel terzo atto e riprese con in suoi amici e amanti. Liszt fu uno di quest’ultimi e presto prese il posto di A.D. nella sua vita. Marie lasciò Liszt per sposare il Conte di Perrégaux.

Dopo il matrimonio, la salute di Marie cominciò a peggiorare rapidamente. Ritornò a Parigi e passò la gran parte dell’inverno nelle sue stanze, peggiorando ogni giorno. Gautier scrisse che nelle sue ultime ore Marie subì un rialzo di energie ed un intensità di emozioni soprendenti (Violetta canta la sua ultima aria “Ah gran Dio!...morir sì giovine”. Marie morì il 3 febbraio 1847, circondata dal marito e dalla sua cameriera Clothilde. Dumas era fuori patria a quel tempo e non ricevette la notizia della sua morte ché al suo ritorno a Marseglia il 10 febbraio.

Dumas ritornò a St. Germain en Laye dove vi scrisse il suo romanzo. Lo adattò poi al teatro e fu in quest’ultima forma che fu scoperto da Verdi e poi trasformato nella leggendaria La Traviata.

La Traviata - HOME


top of page